Ad Auschwitz c’era la neve.

E’ vero, c’era. Anni fa, partecipai al treno della memoria, una memoria che non sbiadisce, ma che resta viva, a volte si perde tra gli impegni un po troppo superficiali della vita, della mia vita e di cui io stessa sono vittima ma anche complice.

Ma, anche se in ritardo non dimentico, non dimentico quel viaggio, quel treno, che io a differenza degli ebrei ho fatto in una cuccetta, al caldo, in compagnia, con un vero bagno. Non dimentico le poesie di Capossela, le letture di Lucarelli, la voce di Cisco che ci avrebbero introdotto da li a poco, un giorno di viaggio, a Cracovia.

Non dimentico Auschwitz, che tra tutti i campi meno mi ha angosciato, forse perchè ne è stato fatto un museo che rende a impatto tutto molto triste, ma comunque leggero, rispetto all’immenso vuoto e silenzio di Birkenau. Anche a Birkenau c’era la neve. c’era freddo, tanto freddo. E io rimanevo ferma davanti a tutto questo silenzio che urlava dentro. Non ci sono purtroppo altre parole capaci di descrivere quello che i miei occhi hanno visto, purtroppo o per fortuna non ci sono, ma io non posso e non voglio dimenticare come mi sono sentita davanti a tutto questo: insignificante, superficiale, fortunata.

Ricordo che tra i mille volti che ti scorrevano davanti, nei capanni, Lucarelli ci chiese di sceglierne uno da portarci negli occhi e di immaginare chi fosse, cosa sarebbe voluto diventare o cosa già faceva e di ritornare, ricercarlo e di farci sempre le stesse domande, come a creare un legame, un legame indissolubile, io scelsi un uomo, un uomo che ricordava tanto mio padre.

Ora sono passati 5 anni da quel viaggio, ma io quell’uomo l’ho sempre nel cuore, quel viaggio… sempre dentro. No, non sono cose che si dimenticano. Per fortuna.

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Concludo con un passo di Anna Frank che a me piace sempre tanto, e che mi ricorda quanto grande può essere l’ESSERE umano:

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare.
Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore.
Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte.

Chiara
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