Bisogna soffiare, come il vento

E’ da un po che non aggiorno questo blog, eppure l’intento era quello, periodicamente, di raccontarvi come sto, cosa sto imparando e non intendo interromperlo…

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Ultimamente qui a Firenze la vita scorre di fretta, fra una mattina uguale a tutte le altre mattine, e anche se a tratti non è la vita che mi aspettavo prima di partire… ogni giorno c’è qualcosa che al tempo stesso mi affascina.

La serietà dell’ateneo, le chiacchiere con le coinquiline, la voglia irrefrenabile di scoprire via nascoste e perdersi in qualche calice di vino, qualche risata che ti riempe dentro e vivere vivere vivere… come se Firenze possa darti tutto quello di cui hai bisogno.

A chi mi chiede se sento la mancanza di casa… dico no… un po perchè ci torno spesso… cosa che spero da Dicembre cessi di verificarsi.. un po perchè fra le tante motivazioni dell’andarsene vi è quella di imparare a cavarsela da soli… e ammetto che… nonostante i rientri… questo mi sta andando abbastanza bene.

Le cose che mi mancano, non sono cose, mi mancano i ricordi e sentire vicine le amicizie, mi manca Ilaria, mi manca Federica, mi manca Lara… mi manca Bologna. Mi mancano i ricordi, che allo stesso tempo… sono quello che mi fa non mollare con questa misteriosa città, che mi rapisce gli occhi.

Mi ripeto ogni giorno che ognuno di noi è quello che cerca, e io cerco.. di essere come il vento.. il vento prepotente, che si impone, che spettina, il vento che ha una direzione, che viaggia, un vento che a volte deve schiantarsi contro gli alberi, le foglie, le porte, ma che continua a soffiare.. Io sono il vento.

E ricordate:

“Sfida te stesso, ad essere ogni giorno, migliore dell’uomo che eri stato ieri. Sfida te stesso a chiudere i cicli, a portare a termine i progetti iniziati prima di cominciare a farne altri. Sfida te stesso ad essere sempre un po’ più comprensivo, coerente, clemente. Sfida il dolore.”

Anton Vanligt

Buonanotte cari lettori, cari amici.

Chiara

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